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Costruzioni Green

Sostenibilità e Edilizia Verde

Le Tendenze Principali dell’Edilizia Residenziale del 2024 abbracciate Impresa Innovativa 21.

L’industria dell’edilizia residenziale sta vivendo un periodo di trasformazione e innovazione. Le nuove tendenze stanno ridefinendo il modo in cui costruiamo e viviamo le nostre case. Impresa Innovativa 21 condivide le tendenze dell’edilizia residenziale nel 2024, evidenziando le innovazioni che stanno plasmando il futuro delle abitazioni.

Costruzione sostenibile

Nel 2024, l’adozione di pratiche di costruzione sostenibili è più diffusa che mai. Le case sono progettate per essere energeticamente efficienti, utilizzando materiali eco-friendly e tecnologie innovative come pannelli solari, sistemi di recupero dell’acqua piovana e isolamenti termici avanzati.

Altamente tecnologiche

L’obiettivo è ridurre l’impatto ambientale e creare abitazioni che contribuiscano alla salvaguardia del pianeta. Impresa Innovativa 21 considera la casa, nel suo involucro e negli impianti, un oggetto altamente tecnologico e prestazionale, un luogo sicuro, confortevole, salubre ed economicamente sostenibile.

E-Home

Partner tecnico di Impresa Innovativa 21, la “ e-home” quale sinonimo di un nuovo modo di concepire lo stile di abitare gli spazi; e-home diventa così il modo futuro di vivere in edifici sicuri, concepiti nel massimo rispetto della salute delle persone.

Tecnologie Smart Home

Le case intelligenti sono ormai una realtà consolidata e nel 2024 queste tecnologie stanno diventando sempre più sofisticate. I sistemi di automazione domestica permettono di controllare illuminazione, riscaldamento, sicurezza e altri aspetti della casa tramite smartphone o assistenti vocali. Queste tecnologie non solo migliorano il comfort e la comodità, ma contribuiscono anche a ottimizzare il consumo energetico, rendendo le abitazioni più efficienti.

La flessibilità degli spazi abitativi è una tendenza crescente.

Design flessibile e multifunzionale

Le case moderne sono progettate per adattarsi alle esigenze in continua evoluzione delle famiglie. Spazi multifunzionali, come stanze che possono trasformarsi da ufficio a camera degli ospiti, sono sempre più comuni.

Questa tendenza risponde alla necessità di avere ambienti versatili che possano essere utilizzati in modi diversi a seconda delle esigenze del momento.

Nel 2024, l’uso di materiali innovativi sta rivoluzionando l’edilizia residenziale.

Materiali innovativi

Materiali come il calcestruzzo autorigenerante, i mattoni in plastica riciclata e i compositi avanzati stanno diventando popolari. Questi materiali non solo migliorano la durabilità e l’efficienza delle costruzioni, ma offrono anche soluzioni ecologiche e sostenibili.

L’innovazione nei materiali sta aprendo nuove possibilità per la progettazione e la costruzione di case più resistenti e sostenibili, abbattendo i costi di costruzione.

Next

Le case del futuro

Impresa Innovativa 21 considera prioritarie le tendenze dell’edilizia residenziale nel 2024 che riflettono un impegno crescente verso la sostenibilità, l’innovazione tecnologica e il benessere abitativo. Le case del futuro saranno più verdi, intelligenti e flessibili, grazie all’adozione di nuove tecnologie e materiali modulari volti alla compressione dei costi finali e tempi ridotti di costruzione.

Costruiamo le case considerando queste tendenze per creare un’abitazione che non solo soddisfi le tue esigenze attuali, ma sia anche pronta per il futuro, con soddisfazione non solo del cliente finale ma degli attori finanziari che sostengono lo sviluppo finanziario dei progetti a cantiere.

Edilizia Residenziale a Milano

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Milano

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Le case ecosostenibili rappresentano il primo passo verso uno stile di vita green ed eco-friendly: architettura e costruzioni ecologiche, do ve sostenibilità comfort e prestazioni energetiche vanno di pari passo. Quella che fino a qualche anno fa era una nicchia del settore immobiliare è ora una realtà affermata, se non addirittura un traino per il mercato immobiliare.

La bioedilizia è il futuro delle costruzioni, residenziali e commerciali. I nuovi progetti immobiliari presentano un tratto in comune, indipendentemente dalla città e dalle idee architettoniche: il rispetto dell’ambiente.

Le nuove costruzioni vengono, infatti, progettate e realizzate con un occhio di riguardo alla natura. Ma cosa significa esattamente? Ci sono diversi fattori da tenere in considerazione quando si parla di bioedilizia e case ecosostenibili.

Dai materiali utilizzati fino agli impianti energetici, dalla coibentazione all’utilizzo di energie rinnovabili. Per ogni singolo aspetto ci sono principi e regole da applicare che, se seguite, miglioreranno il comfort abitativo e tuteleranno l’ambiente.

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Scegliere di vivere in una casa sostenibile significa dare il proprio contributo per il bene dell’ambiente. Una costruzione ecologica rispetta tanto chi la abita quanto l’ambiente che la ospita.

I PRINCIPI CARDINE DELLA BIOEDILIZIA SONO:

1. riduzione degli sprechi e ottimizzazione dei consumi;

2.riduzione dell’impatto energetico con parallela ottimizzazione delle prestazioni;

3.utilizzo di materiali naturali e fonti di energia pulita.

Tutto questo si traduce in comfort abitativo, sempre più legato alle prestazioni della casa e riduzione dei costi in bolletta. Con un progetto ecosostenibile il vantaggio è doppio. Da un lato il benessere e la comodità della casa, dall’altro costi ridotti e dunque ammortizzazione della spesa iniziale in pochi anni.

Le nostre iniziative ecosostenibili a Milano

MILANO È DA ANNI IMPEGNATA IN UNA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ, INCENTIVANDO UNO STILE DI VITA GREEN.

Dalla mobilità sostenibile agli appartamenti di classe A , il capoluogo lombardo è in prima fila per sostenere un lifestyle ecologico. In particolar modo, il sett ore immobiliare ha deciso di investire in costruzioni energeticamente e ambientalmente sostenibili. Tutte le nuove costruzioni sono, da progetto, certificate come classe energetica A. La classe energetica rappresenta la fascia di consumo di energia dell’immobile e quindi l’impatto che la costruzione ha sull’ ambiente. Rientrare nella classe A significa minimizzare tale impatto, riducendo in un colpo solo sprechi e costi, e migliorando la qualità della vita all’interno.

EDIFICI AD ALTA EFFICIENZA

Normativa NZEB

NZEB: cosa sono gli edifici a energia quasi zero?
A partire dalla crisi energetica degli anni Settanta è cresciuta sempre più l’attenzione al tema dell’efficienza energetica, fino alla definizione degli NZEB, edifici ad elevata efficienza energetica. Ogni paese membro ha recepito le Direttive Europee e definito criteri e requisiti per la realizzazione degli edifici ad energia quasi zero. Da gennaio 2021 è un parametro obbligatorio in Italia per tutti i nuo vi edifici.

Cosa sono gli NZEB e quali sono i vantaggi di un edificio a energia “quasi” zero?

La sigla NZEB sta per Nearly Zero Energy Building, ovvero un edificio ad elevata efficienza energetica, il cui funzionamento richiede una quantità di energia davvero minima. Gli edifici, infatti, sono ancora responsabili di un elevato dispendio energetico e di una grossa quantità di emissioni ed è per questo che il risparmio energetico, nel settore delle costruzioni, è considerato uno degli obiettivi primari per uno sviluppo sostenibile del comparto. Questo significa riqualificare gli edifici esistenti e costruirne di nuovi ad elevata efficienza. I principali consumi degli edifici, domestici e non solo, sono imputabili al riscaldamento, al raffrescamento, alla produzione di acqua calda sanitaria, all’elettricità per illuminazione e dispositivi elettronici e alla ventilazione meccanica. Progettisti e tecnici, quindi, ricorrendo a soluzioni tecnologiche e progettuali, devono fare in modo che quei consumi si riducano tanto da essere quasi azzerati, per poi soddisfare la domanda restante tramite energia prodotta da fonte rinnovabile. Grazie a interventi di riqualificazione efficiente è inoltre possibile trasformare un’abitazione da energivora a classe A o anche NZEB.

NORMATIVA E OBBLIGHI PER I NUOVI EDIFICI: DA GENNAIO 2021 NZEB OBBLIGATORI.
Il concetto di NZEB, così come l’obbligo di edifici di questo tipo, è contenuto nella Direttiva Europea 2010/31/UE, chiamata anche EPBD. All’interno di questo testo si fa riferimento a dei termini temporali entro i quali tutti le nuove costruzioni pubbliche e private dovranno essere edifici ad energia quasi zero, iniziando con il pubblico e poi con il privato. Inoltre, la direttiva prevede anche che ogni paese proceda ad elaborare appositi piani di sviluppo per favorire l’aumento di nuovi NZEB, fissando obiettivi ed eventuali incentivi utili, tenendo in considerazione tradizioni e specificità locali.
Questo decreto venne modificato dal D.L. 63/2013, che poi divenne legge con la L. 90/2013. Proprio questa legge integrò quanto richiesto dalla EPBD ed introdusse anche il tema della produzione di energia da fonti rinnovabili in loco. Per favorire la crescita del numero degli edifici NZEB, si pensò anche ad un “Piano d’azione finalizzato ad aumentare il numero degli edifici a energia quasi zero”, detto PANZEB, pensato per dare una definizione precisa degli edifici ad energia quasi zero, sulla base anche di appositi indicatori numerici dei consumi energetici, ma anche per evidenziare eventuali politiche e misure finanziare volte a promuoverne lo sviluppo. Infine, per un approccio più completo al tema, è entrato in vigore il DM 26 giugno del 2015 “Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici”.
Nel decreto sono definite le caratteristiche che un edificio deve rispettare, dei requisiti prestazionali minimi, per essere un edificio a energia quasi zero.

Con il 1° gennaio 2021 è stato introdotto nel nostro paese l’obbligo NZEB per tutti i nuovi edifici o per gli interventi che prevedono una demolizione e una successiva ricostruzione, per gli edifici pubblici la scadenza era fissata al 31 dicembre 2018.
A livello normativo, la materia è regolata dal nuovo D.lgs. 48/2020, che ha recepito la Direttiva Europea 844, nota come EPBD III. La Direttiva Europea 2018/44, ha previsto incentivi anche per la ristrutturazione di edifici pubblici e privati, purché porti ad elevati miglioramenti delle prestazioni energetiche.

QUALI SONO LE CARATTERISTICHE DI UN NZEB
Non esiste una vera e propria regola univoca per la costruzione di un edificio a energia quasi zero, ma piuttosto alcuni principi da rispettare per sviluppare un progetto che sia il più possibile efficiente. Secondo la normativa, un NZEB ha un basso o nullo fabbisogno energetico sia in regime invernale che estivo, grazie a buone prestazioni termiche (basse trasmittanze ed elevata inerzia termica) e fa ampio uso di fonti rinnovabili e tecnologie impiantistiche efficienti. I parametri e gli indici di riferimento per il calcolo delle prestazioni di un NZEB sono contenuti nel DM 26 giugno 2015, in cui si trovano valori e definizioni del coefficiente medio globale di scambio termico (H’T), l’area solare equivalente estiva per unità di superficie utile (Asol,est/Asup utile), l’indice di prestazione termica per il riscaldamento e per il raffrescamento (EPH,nd e EPC,nd) e, infine, l’indice di prestazione energetica globale dell’edificio (EPgl,tot). Si introduce, poi, il confronto dei valori calcolati di questi ultimi tre indici di prestazione (indici EP) dell’edificio reale, con quelli di un edificio di riferimento, rispetto ai quali devono essere inferiori. 

Le tabelle di riferimento per i parametri e le caratteristiche da rispettare sono contenuti nell’Appendice A del decreto. Inoltre, proprio in merito alle tecnologie e alle innovazioni disponibili sul mercato, l’ENEA nel 2018 ha promosso l’Osservatorio Nazionale degli Edifici a Energia quasi Zero grazie al quale è anche possibile ottenere statistiche e informazioni in merito a tecnologie utilizzate, procedure messe in atto e standard raggiunti.

E GLI EDIFICI A ZERO EMISSIONI? COSA SONO I NZCB

Gli edifici a energia quasi zero non sono l’unica soluzione per ridurre l’impatto ambientale del settore delle costruzioni e, nel corso degli anni, sono stati molti gli studi e le ricerche per un’architettura più sostenibile. Un esempio è quello del recente concetto di NZCB, ovvero di edifici a emissioni quasi zero, ovvero che provocano una quantità di emissioni di gas serra nulla o quasi nulla per funzionare. In questo senso, ci si avvicina al tema della “carbon footprint”, un indicatore che misura le emissioni a carico di un servizio o di un prodotto, anche di un edificio. I gas serra sono più di uno, ma per questione di leggibilità dei risultati, vengono espressi in CO2 equivalente. Si può quindi comprendere che la principale differenza tra il concetto di NZEB e quello di NZCB è proprio la focalizzazione, da un lato sull’energia richiesta dall’edificio e la relativa quota rinnovabile, dall’altro sulle emissioni dovute alla produzione dell’energia necessaria all’edificio.
Anche se possono sembrare simili, va detto che nel secondo caso ogni fonte energetica utilizzata, interna o esterna che sia, viene valutata sulla base delle effettive emissioni provocate.